<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>TUXBlog.it</title>
	<atom:link href="http://tuxblog.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://tuxblog.it</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 Aug 2008 05:31:08 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Ancora Squid: Squidguard</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/08/26/ancora-squid-squidguard/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/08/26/ancora-squid-squidguard/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 05:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diablo666</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[filtering]]></category>
		<category><![CDATA[networking]]></category>
		<category><![CDATA[proxy]]></category>
		<category><![CDATA[security]]></category>
		<category><![CDATA[squid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/08/26/ancora-squid-squidguard/</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni articoli fa ho parlato di come configurare squid e come implementare un minimo sistema di autenticazione.
Vedremo ora come integrare SquidGuard, nel nostro proxy.
Innannzitutto che cos&#8217;è SquidGuard? E&#8217; un plugin per Squid che permette di effettuare filtri, redirect e controlli di accesso in maniera semplice e portabile da un sistema all&#8217;altro. Vediamo ora come installarlo.
Installazione
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni articoli fa ho parlato di <a href="http://www.temporini.net/come-installare-e-configurare-squid" title="Come installare e configurare Squid">come configurare squid</a> e come implementare un minimo <a href="http://www.temporini.net/squid-come-configurare-lautenticazione-su-squid" title="Squid - Come configurare l’autenticazione su squid">sistema di autenticazione</a>.</p>
<p>Vedremo ora come integrare <a href="http://www.squidguard.org/" title="SquidGuard">SquidGuard</a>, nel nostro proxy.</p>
<p>Innannzitutto che <strong>cos&#8217;è SquidGuard</strong>? E&#8217; un plugin per <strong>Squid</strong> che permette di effettuare filtri, redirect e controlli di accesso in maniera semplice e portabile da un sistema all&#8217;altro. Vediamo ora come installarlo.</p>
<h1>Installazione</h1>
<p>Per prima cosa procuriamoci i sorgenti</p>
<p><code># wget http://www.squidguard.org/Downloads/squidGuard-1.3.tar.gz<br />
# tar -zxvf <code>squidGuard-1.3.tar.gz<br />
#./configure<br />
# make<br />
# make install</code></code></p>
<p>a questo punto se non ci sono stati problemi nella compilazione dovreste avere squidguard installato correttamente nel vostro sistema, per eventuali installazione particolari fate riferimento come sempre a ./configure &#8211;help</p>
<p>Installiamo ora le blacklist dei siti che vogliamo rendere inaccessibili ai nostri utenti. Una black list è una semplice lista di siti e url, ognuno scritto su una riga. Se non ne avete a disposizione potrete trovarne moltissime disponibili in rete.</p>
<p>Potete trovare alcune blacklist direttamente al link http://www.squidguard.org/blacklists.html scegliete quale vi risulta più congeniale.</p>
<p>Prendiamo per esempio le blacklist presenti all&#8217;indirizzo http://squidguard.mesd.k12.or.us/blacklists.tgz completamente free e scompattiamole nella directory che conterrà le blacklist del nostro SquidGuard</p>
<p><code># wget http://squidguard.mesd.k12.or.us/blacklists.tgz</code><br />
# mkdir /usr/local/squidGuard/db<br />
# mkdir /usr/local/squidGuard/logs<br />
# cp blacklist.tar.gz /usr/local/squidGuard/db/adult<br />
# cd /usr/local/squidGuard/db/adult<br />
# gzip -d blacklist.tar.gz<br />
# tar xfv blacklist.tar</p>
<h1>Configurazione di base</h1>
<p>Spostiamoci ora nella cartella /usr/local/squidGuard per poter editare il nostro file di configurazione</p>
<p><code>cd /usr/local/squidGuard<br />
vim /usr/local/squidGuard.conf</code></p>
<p>Il nostro file di fongiurazione è qualcosa di molto simile a quello di seguito riportato</p>
<p><code>dbhome /usr/local/squidGuard/db<br />
logdir /usr/local/squidGuard/logs</code></p>
<p># Definisco i periodi in cui è consentita la navigazione<br />
# Permesso accesso solo dalle 7.30 alle 21.00 dal lunedì al sabato</p>
<p>time notworktime {<br />
weekly  * 21:00-07:00<br />
weekly  sunday 00:00-24:00<br />
}</p>
<p>src all {<br />
ip      0.0.0.0-255.255.255.255<br />
}</p>
<p>dest adult {<br />
domainlist adult/domains<br />
urllist adult/urls<br />
log pornaccesses<br />
}</p>
<p>acl {<br />
all within notworktime {<br />
pass none<br />
redirect http://10.1.241.254/ERR_NO_TIME.html<br />
}<br />
else {<br />
pass !adult all<br />
redirect http://10.1.241.254/ERR_NO_POVNO.html<br />
}<br />
default {<br />
pass    none<br />
redirect http://10.1.241.254/block.html<br />
}<br />
}</p>
<p>Questo file di configurazione vi permette di effettuare un filtro sui siti basato sulla blacklist che avete fornito, e di bloccare il traffico passate dalle 21.00 alle 7.00 del mattino. Inoltre in base alla violazione si viene rediretti su di una pagina personalizzata particolare.</p>
<p>Inizializziamo ora i database. Spostiamoci nella cartella dove abbiamo messo la nostra blacklist, e digitiamo il comando</p>
<pre>squidGuard -C all
chown -R nobody:nogroup /usr/local/squidGuard/db/*
chown -R nobody:nogroup /usr/local/squidGuard/logs/*</pre>
<h1>Verifica della configurazione</h1>
<p>Ora per testare che la nostra configurazione funzioni correttamente digitiamo</p>
<p><code>echo "http://www.sex.com 10.0.0.1/ - - GET" | squidGuard -c /usr/local/squidGuard/squidGuard.conf -d</code></p>
<p>Se tutto è corretto dovreste vedere visualizzato l&#8217;url che ha bloccato il sito, invece se il sito non viene bloccato dovreste vedere qualcosa tipo:</p>
<pre>2007-03-25 16:18:05 [30042] squidGuard ready for requests (1174832285.085)

2007-03-25 16:18:05 [30042] squidGuard stopped (1174832285.089)</pre>
<h1>Inserimento in squid.conf</h1>
<p>Ora per attivare lo squid affinchè passi il suo output a SquidGuard non ci resta altro da fare che attivarlo inserendo nel nostro file di configurazione di squid (solitamente /etc/squid/squid.conf) la seguente riga.</p>
<p><code>redirect_program /usr/local/bin/squidGuard -c /usr/local/squidGuard/squidGuard.conf</code></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/08/26/ancora-squid-squidguard/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Squid &#8211; Come configurare l’autenticazione su squid</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/07/07/squid-come-configurare-l%e2%80%99autenticazione-su-squid/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/07/07/squid-come-configurare-l%e2%80%99autenticazione-su-squid/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 05:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diablo666</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[demoni]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[networking]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/07/07/squid-come-configurare-l%e2%80%99autenticazione-su-squid/</guid>
		<description><![CDATA[Dopo aver spiegato come configurare Squid nei suoi elementi basilari, vediamo ora come aumentarne la sicurezza, inserendo un meccanismo di autenticazione, onde evitare che chiunque possa usare il nostro proxy per navigare.
Presupposto di questo articolo è che abbiate già uno squid funzionante, senza alcun meccanismo di autenticazione.
Innanzitutto dobbiamo discriminare come abbiamo installato il nostro squid
1- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver spiegato <a href="http://tuxblog.it/2008/07/01/come-installare-e-configurare-squid/">come configurare Squid nei suoi elementi basilari</a>, vediamo ora come aumentarne la sicurezza, inserendo un meccanismo di autenticazione, onde evitare che chiunque possa usare il nostro proxy per navigare.</p>
<p>Presupposto di questo articolo è che abbiate già uno squid funzionante, senza alcun meccanismo di autenticazione.<span id="more-28"></span></p>
<p>Innanzitutto dobbiamo discriminare come abbiamo installato il nostro squid</p>
<p>1- Compilato da sorgenti</p>
<p>2- Pacchetto Slackware</p>
<p>nel primo caso l&#8217;eseguibile <strong>ncsa_auth </strong>dovrebbe essere già installato nel nostro sistema, nel secondo caso purtroppo, dovremo provvedere a compilarcelo a mano.</p>
<p>Basta scaricare i sorgenti di Squid e fare quanto segue:</p>
<p><code>root@localhost:# </code><code>wget http://www.squid-cache.org/Versions/v3/3.0/squid-3.0.STABLE6.tar.gz<br />
</code><code>root@localhost:# </code><code>tar -zxvf  squid-3.0.STABLE6.tar.gz<br />
</code><code>root@localhost:#</code><code> cd squid-3.0.STABLE6<br />
</code><code>root@localhost:#</code><code> ./configure &amp;&amp; make ./configure --prefix=/usr/local/squid<br />
</code><code>root@localhost:#</code><code> cd helpers/basic_auth/NCSA/<br />
</code><code>root@localhost:#</code><code> make<br />
</code><code>root@localhost:#</code><code> make install</code></p>
<p>A questo punto nella cartella /usr/local/squid/libexec/ncsa_auth dovremmo avere l&#8217;eseguibile che ci serve.</p>
<p>Editiamo ora il file /etc/squid/squid.conf</p>
<p>decommentiamo la riga</p>
<p><code>#auth_param basic program &lt; uncomment and complete this line &gt;</code></p>
<p>e facciamola diventare</p>
<p><code>auth_param basic program /usr/local/squid/libexec/ncsa_auth /etc/squid/passwd</code></p>
<p>dove il file <code>/etc/squid/passwd sarà il file che conterrà user e password degli utenti che potranno usare il nostro proxy.</code></p>
<p>Ora non resta che specificare una acl che abiliti l&#8217;autenticazione con l&#8217;istruzione proxy_auth.</p>
<p><code>acl <var>nomeacl</var> proxy_auth REQUIRED</code></p>
<p><code></code>e di seguito permettere l&#8217;accesso a questa acl</p>
<p><code>http_access allow <var>nomeacl</var></code></p>
<p>Creiamo ora il primo user che potrà usare il nostro proxy, tramite il comando</p>
<p><code>root@localhost:# htpasswd -c passwd nomeutente<br />
New password:<br />
Re-type new password:<br />
Adding password for user nomeutente</code></p>
<p>Riavviamo lo squid con</p>
<p><code>root@localhost:# /etc/rc.d/rc.squid restart</code></p>
<p>da ora in avanti il nostro proxy chiederà l&#8217;autenticazione tramite una finestra, ogni volta che si vorrà navigare mediante lui.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/07/07/squid-come-configurare-l%e2%80%99autenticazione-su-squid/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come installare e configurare Squid</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/07/01/come-installare-e-configurare-squid/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/07/01/come-installare-e-configurare-squid/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 05:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diablo666</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[networking]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[slackware]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/07/01/come-installare-e-configurare-squid/</guid>
		<description><![CDATA[SQUID è un caching proxy per il web per i protocolli HTTP, HTTPS, FTP e molti altri.
Mi è nata la necessità di configurarlo a casa, in quanto lavorando spesso in giro per il pianeta a volte ho la necessità di una navigazione libera, che spesso non ci è concessa, e questa soluzione fa a pieno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SQUID</strong> è un <strong>caching proxy</strong> per il web per i protocolli HTTP, HTTPS, FTP e molti altri.</p>
<p>Mi è nata la necessità di configurarlo a casa, in quanto lavorando spesso in giro per il pianeta a volte ho la necessità di una navigazione libera, che spesso non ci è concessa, e questa soluzione fa a pieno al caso nostro.</p>
<p>In questo breve articolo spiegherò (o almeno cercherò di farlo), come <strong>configurare </strong>squid in pochi passi, inserendo oltre alla navigazione tramite proxy, anche una rudimentale autenticazione onde evitare che chiunque ci possa usare per navigare.<span id="more-27"></span></p>
<p>Innanzitutto procuriamoci i sorgenti, i pacchetti della nostra distro o quello che meglio ci va per installarelo.</p>
<p>Nel caso di <strong>sorgenti </strong> il sito di riferimento è <a href="http://www.squid-cache.org/" title="Optimising Web Delivery">squid-cache.org</a>, io utilizzando ul server slackware, mi sono avvalso del pacchetto messo a disposizione da <a href="http://www.linuxpackages.net/pkg_details.php?id=12393" title="Squid linux package">linuxpackages.net</a>.</p>
<p>Seguirà la spiegazione su come installare il pacchetto <strong>slackware </strong>(la compilazione da sorgenti la evito in quanto banale come al solito, ./configure &amp;&amp; make all &amp;&amp; make install fine).</p>
<p>Installiamo il pacchetto <strong>slackware</strong>, loggandoci come root</p>
<p><code>wget http://slackware.rol.ru/linuxpackages/Slackware/Slackware-12.1/Daemon/Squid/squid-3.0.STABLE6-i486-1zan.tgz</code></p>
<p><code>installpkg squid-3.0.STABLE6-i486-1zan.tgz</code></p>
<p>A questo punto il pacchetto è stato installato correttamente, e non ci resta che editare il file <strong>squid.conf</strong></p>
<p><code>pico /etc/squid/squid.conf</code></p>
<p>Editiamo la porta su cui vogliamo che giri il nostro <strong>SQUID</strong>, nel mio esempio pratico ho utilizzato la porta 443, modificando la riga<br />
<code><br />
http_port 3128 in http_port 443</code></p>
<p>all&#8217;interno di questo file non ci resta che modificare le seguenti voci</p>
<p><code>httpd_accel_host virtual<br />
httpd_accel_port 80<br />
httpd_accel_with_proxy on<br />
httpd_accel_uses_host_header on</code></p>
<p>ora bisogna editare correttamente le ultime due voci cache_effective_user e cache_effective_group, che servono a indicare gli utenti effettivi con cui lo squid lavorerà, il consiglio è di creare un utente e un gruppo che si chiamano squid, poi chiaramente siete liberi di scegliere che gruppi e utenti volete al riguardo.</p>
<p><code>groupadd squid<br />
useradd -g squid squid</code></p>
<p>ultima cosa che rimane da fare, almeno per questa guida, è impostare l&#8217;acl che permette la navigazione, andiamo a modificare</p>
<p><code>http_access deny all</code></p>
<p>e settiamola come</p>
<p><code>http_access allow all</code></p>
<p>e abbiamo finito.</p>
<p>Questa semplice configurazione, serve solo a tirare su lo squid e usarlo come proxy, non abbiamo fatto attenzione a nulla, andrebero impostate opportune acl per la lan, e eventualmente un meccanismo di autenticazione (cosa che spiegherò nel prossimo articolo).</p>
<p>Il tutto è stato creato seguendo la guida di riferimento <a href="http://tldp.org/HOWTO/TransparentProxy-4.html">http://tldp.org/HOWTO/TransparentProxy-4.html</a></p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/07/01/come-installare-e-configurare-squid/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Server VPN PPTP su Debian</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/05/19/server-vpn-pptp-su-debian/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/05/19/server-vpn-pptp-su-debian/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 06:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Londero</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[debian]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[PPTP]]></category>
		<category><![CDATA[security]]></category>
		<category><![CDATA[VPN]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/05/19/server-vpn-pptp-su-debian/</guid>
		<description><![CDATA[La necessità di avere un accesso alla rete aziendale da qualsiasi luogo è diventata ormai una realtà. Con internet il mondo è più piccolo e può capitare di dover lavorare da casa, dall&#8217;aeroporto, da una località di villeggiatura (argh!) direttamente sulla rete aziendale. E&#8217; in queste situazione che nascono le VPN (Virtual Private Network), molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La necessità di avere un <strong>accesso alla rete aziendale da qualsiasi luogo</strong> è diventata ormai una realtà. Con internet il mondo è più piccolo e può capitare di dover lavorare da casa, dall&#8217;aeroporto, da una località di villeggiatura (argh!) direttamente sulla rete aziendale. E&#8217; in queste situazione che nascono le <strong>VPN (Virtual Private Network)</strong>, molto utili per accedere all&#8217;ufficio in modo sicuro. La definizione più semplice di VPN è quella di <strong>rete privata</strong> instaurata tra soggetti che utilizzano un sistema di trasmissione pubblico e condiviso, nel maggior numero dei casi, ciò si chiama internet. Ma visto che dobbiamo configurarne una, probabilmente sappiamo bene che cos&#8217;è e che cosa non è.<span id="more-21"></span></p>
<p>La VPN che andremo a creare sarà <strong>PPTP</strong>, ovvero quella più semplice e <strong>disponibile su tutti i client windows</strong>. Per implementare una soluzione di questo tipo, per prima cosa assicuriamoci di avere a disposizione il <strong>supporto MPPE</strong>:</p>
<blockquote><p>modprobe ppp-compress-18 &amp;&amp; echo &#8220;Ok sembra funzionare <img src='http://tuxblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> &#8221;</p></blockquote>
<p>Attenzione: nella versione del kernel 2.6.15-rc1 o precedenti non è presente il supporto MPPE.</p>
<p>Editiamo ora il file di configurazione &#8220;<em>/etc/pptpd.conf</em>&#8221; andando ad impostare gli indirizzi di rete:</p>
<blockquote><p> localip 192.168.31.1<br />
remoteip 192.168.31.100-120</p></blockquote>
<p>Attenzione: il <strong>routing non è gestito dal demone PPTP</strong>, quindi o si fanno assegnare indirizzi IP della sottorete a cui si vuole accedere, oppure vanno inserite manualmente le regole di routing necessarie.</p>
<p>Ovviamente sarà poi necessario riavviare il demone per fargli rileggere il file di configurazione con le ultime modifiche:</p>
<blockquote><p>/etc/init.d/pptpd restart</p></blockquote>
<p>Ora non ci resta che aggiungere gli utenti abilitati ad usare la VPN appena creata:</p>
<blockquote><p>echo &#8220;username pptpd v3ry5tr0ngp4ssw0rd *&#8221; &gt;&gt; /etc/ppp/chap-secrets</p></blockquote>
<p>Nota: aggiungendo un nuovo utente non sarà necessario riavviare il demone PPTP, ma sarà subito disponibile alla prossima connessione remota.</p>
<p>Inoltre, è possibile far autenticare gli utenti remoti tramite altri meccanismi, come ad esempio RADIUS, SAMBA o PAM.</p>
<p>Ora sarà possibile accedere in VPN al nostro server tramite i più comuni client che supportano il protocollo PPTP, ricordandoci di aprire la porta <strong>1723/tcp</strong> sul nostro router e sperando che lo stesso supporti il VPN passtrough. <img src='http://tuxblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/05/19/server-vpn-pptp-su-debian/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Samsung CLX-2160 su Ubuntu Linux 8.04 Hardy Heron: configurare stampante e scanner</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/05/12/samsung-clx-2160-su-ubuntu-linux-804-hardy-heron-configurare-stampante-e-scanner/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/05/12/samsung-clx-2160-su-ubuntu-linux-804-hardy-heron-configurare-stampante-e-scanner/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 06:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/05/12/samsung-clx-2160-su-ubuntu-linux-804-hardy-heron-configurare-stampante-e-scanner/</guid>
		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho acquistato una stampante multifunzione laser a colori (una dei quelle stampanti+scanner che fanno anche da fotocopiatrice): per la precisione si tratta di una Samsung CLX-2160. La mia prima preoccupazione era il corretto funzionamento con Linux (visto che non si sa mai&#8230;), ma dopo aver cercato un po&#8217; su Internet e aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho acquistato una <strong>stampante multifunzione laser a colori</strong> (una dei quelle stampanti+scanner che fanno anche da fotocopiatrice): per la precisione si tratta di una <a href="http://www.samsung.com/it/consumer/detail/detail.do?group=printersmultifunction&amp;type=printersmultifunction&amp;subtype=colorlasermultifunctionprinters&amp;model_cd=CLX-2160/SEE"><strong>Samsung CLX-2160</strong></a>. La mia prima preoccupazione era il corretto <strong>funzionamento con Linux</strong> (<em>visto che non si sa mai&#8230;</em>), ma dopo aver cercato un po&#8217; su Internet e aver visto la scritta &#8220;<em>Linux Print/Scan Drivers</em>&#8221; sul CD allegato, non ho avuto dubbi. Il <strong>prezzo vantaggioso</strong> (259€ al <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=mediaworld+tavagnacco&amp;ie=UTF8&amp;ll=46.134051,13.221016&amp;spn=0.078274,0.160675&amp;z=13&amp;iwloc=A">Mediaworld di Tavagnacco</a>) ha fatto il resto e me la sono felicemente portata a casa.</p>
<p><a href="http://www.samsung.com/it/consumer/detail/detail.do?group=printersmultifunction&amp;type=printersmultifunction&amp;subtype=colorlasermultifunctionprinters&amp;model_cd=CLX-2160/SEE"><img src="http://tuxblog.it/wp-content/uploads/2008/05/samsung_clx_2160.jpg" alt="Samsung CLX-2160" /></a></p>
<p><span id="more-22"></span></p>
<h2>Stampante</h2>
<p>La stampante <strong>funziona <a href="http://en.wiktionary.org/wiki/automagical">automagicamente</a>:</strong> è sufficiente accenderla, collegare il cavo USB (o viceversa) e il sistema la riconoscerà senza fare nient&#8217;altro, mostrando questo avviso:</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/mbg/2459267911/"><img src="http://tuxblog.it/wp-content/uploads/2008/05/samsung.png" alt="Samsung CLX-2160. Stampante funzionante con Ubuntu Hardy" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.flickr.com/photos/mbg/2459267911/comment72157604853674184/"><strong>vero plug&#8217;n'play</strong></a> è una di quelle cose che non si possono comprare, per <a href="http://www.microsoft.com/italy/windows/products/windowsvista/default.mspx">tutto il resto</a> c&#8217;è Mastercard. <img src='http://tuxblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Scanner</h2>
<p>Per quanto riguarda lo scanner, c&#8217;è <strong>qualche passo in più</strong> da compiere: pur essendo compatibile con il sistema <a href="http://www.sane-project.org/">SANE</a>, in Ubuntu 8.04 (suppongo che sia così anche nelle precedenti) non sono presenti i backend (i driver, tanto per capirsi) necessari per farlo funzionare. <strong>Sarà quindi necessario installare</strong> quelli presenti nel CD allegato o, meglio, l&#8217;<a href="http://www.samsung.com/it/support/download/supportDown.do?group=printersmultifunction&amp;type=printersmultifunction&amp;subtype=colorlasermultifunctionprinters&amp;model_nm=CLX-2160%2FSEE&amp;disp_nm=CLX-2160&amp;language=&amp;cate_type=all&amp;dType=D&amp;mType=DR&amp;vType=R&amp;prd_ia_cd=06010100">ultima versione disponibile sul sito Samsung</a>.</p>
<p>Purtroppo <strong>i driver forniti da Samsung hanno un difetto</strong>: permettono di utilizzare lo scanner solo da root, e non è cosa buona: fortunatamente <strong>esiste una patch</strong> sviluppata da <a href="http://jacobo.tarrio.org/Curriculum_Vitae">Jacobo Tarrio Barreiro</a>, sviluppatore spagnolo attualmente impiegato come programmatore presso Google Ireland, che permette di superare il problema. Installeremo dunque anche questa, in modo da <strong>utilizzare lo scanner anche con il nostro utente</strong>.</p>
<p>Nel momento in cui scrivo questo articolo, <strong>l&#8217;ultima versione disponibile dei driver è la 2.00.97</strong>, per cui le istruzioni si riferiscono a questa versione e a <strong>Ubuntu 8.04</strong>. Non escludo che siano valide anche per altre combinazioni di driver/distribuzione, ma neanche lo garantisco. <strong>Non garantisco</strong> neanche che quello che sto per scrivere funzionerà sul vostro PC: qualunque cosa succeda, <strong>l&#8217;unico responsabile sarai tu</strong>, sappilo! <img src='http://tuxblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per prima cosa, è necessario <strong>scaricare i driver e la patch</strong>:</p>
<ul>
<li>Samsung.com: <a href="http://www.samsung.com/it/support/download/supportDown.do?group=printersmultifunction&amp;type=printersmultifunction&amp;subtype=colorlasermultifunctionprinters&amp;model_nm=CLX-2160%2FSEE&amp;disp_nm=CLX-2160&amp;language=&amp;cate_type=all&amp;dType=D&amp;mType=DR&amp;vType=R&amp;prd_ia_cd=06010100">Driver per CLX-2160</a></li>
<li>Jacobo Tarrio Barreiro: <a href="http://jacobo.tarrio.org/Samsung_SCX-4200_on_Debian">Samsung SCX-4200 on Debian</a></li>
</ul>
<p>Dopo aver scaricato l&#8217;ultima versione dei <strong>driver</strong> e la <strong>patch adatta</strong> per la versione e l&#8217;architettura che usiamo (x86 o x64), estraiamo i file dagli archivi scaricati e procediamo all&#8217;installazione.</p>
<blockquote><p> <strong>INSTALLAZIONE DEI DRIVER:</strong><br />
tar zxvf 20070720164102890_UnifiedLinuxDriver.tar.gz<br />
tar zxvf fix-nopar-scx4200-2.00.95-2007061201.tar.gz<br />
cd cdroot<br />
sudo cp cdroot/Linux/noarch/at_root/etc/sane.d/smfp.conf /etc/sane.d/<br />
sudo cp -r cdroot/Linux/noarch/at_opt/share/ppd/* /usr/share/ppd/custom/<br />
sudo cp cdroot/Linux/i386/at_root/usr/lib/libmfp.so.1.0.1 /usr/lib/<br />
sudo cp cdroot/Linux/i386/at_root/usr/lib/sane/libsane-smfp.so.1.0.1 /usr/lib/sane/<br />
sudo cp cdroot/Linux/i386/at_root/usr/lib/cups/backend/mfp /usr/lib/cups/backend/<br />
sudo cp cdroot/Linux/i386/at_root/usr/lib/cups/filter/* /usr/lib/cups/filter/</p>
<p><strong>APPLICAZIONE DELLA PATCH (x86):</strong><br />
sudo cp fix-nopar/i386/libmfp.so.1.0.1 /usr/lib/</p>
<p><strong>APPLICAZIONE DELLA PATCH (x64):</strong><br />
sudo cp fix-nopar/x86_64/libmfp.so.1.0.1 /usr/lib/</p>
<p><strong>CREAZIONE DEI LINK SIMBOLICI:</strong><br />
cd /usr/lib<br />
sudo ln -s libmfp.so.1.0.1 libmfp.so.1<br />
sudo ln -s libmfp.so.1.0.1 libmfp.so<br />
cd sane<br />
sudo ln -s libsane-smfp.so.1.0.1 libsane-smfp.so.1<br />
sudo ln -s libsane-smfp.so.1.0.1 libsane-smfp.so</p></blockquote>
<p>A questo punto, dopo aver installato i driver e la patch, è necessario <strong>modificare due file</strong> di configurazione. Per prima cosa bisogna <strong>aggiungere una riga <code>smfp</code> in fondo al file <code>/etc/sane.d/dll.conf</code></strong>. Il secondo file da modificare è <code><strong>/etc/init.d/mountdevsubfs.sh</strong></code>, nel quale bisognerà <strong>decommentare</strong> le righe della sezione &#8220;<em>Magic to make /proc/bus/usb work</em>&#8221; in modo che appaiano in questo modo:</p>
<blockquote><p> #<br />
# Magic to make /proc/bus/usb work<br />
#<br />
mkdir -p /dev/bus/usb/.usbfs<br />
domount usbfs &#8220;&#8221; /dev/bus/usb/.usbfs -obusmode=0700,devmode=0600,listmode=0644<br />
ln -s .usbfs/devices /dev/bus/usb/devices<br />
mount &#8211;rbind /dev/bus/usb /proc/bus/usb</p></blockquote>
<p><strong>Ultimo passo</strong> prima del riavvio: aggiungere il nostro utente ai gruppi lp e scanner. Per farlo, usiamo questi due comandi, usando il nostro nome utente al posto di $USERNAME:</p>
<blockquote><p> sudo adduser $USERNAME lp<br />
sudo adduser $USERNAME scanner</p></blockquote>
<p>E necessario, ora, <strong>riavviare il sistema</strong>. Una volta completato il riavvio, <strong>controlliamo</strong> se (da utente) lo scanner viene riconosciuto correttamente:</p>
<blockquote><p> mbg@mercury:~$ scanimage -L<br />
device `smfp:SAMSUNG ELECTRONICS CO., LTD. CLX-216x Series on USB:0&#8242; is a SAMSUNG ELECTRONICS CO., LTD. CLX-216x Series on USB:0 Flatbed Scanner</p></blockquote>
<p>Se tutto funziona, sarà possibile <strong>usare lo scanner direttamente da Gimp</strong>, attraverso XSane:</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/mbg/2461890150/"><img src="http://tuxblog.it/wp-content/uploads/2008/05/sane_samsung_clx-2160.jpg" alt="Samsung CLX-2160 funzionante con Ubuntu Linxu 8.04 Hardy Heron" /></a></p>
<p><strong>L&#8217;unico problema</strong>, in fase di chiusura della maschera di scansione, è un <strong>messaggio di errore</strong> che però non influisce sul funzionamento corretto dello scanner. Dovrò capire di cosa si tratta e correggerlo, <strong>se qualcuno ha già affrontato il problema</strong> me lo faccia sapere nei commenti, grazie.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/mbg/2461937292/"><img src="http://tuxblog.it/wp-content/uploads/2008/05/sane_samsung_clx-2160_errore.jpg" alt="Samsung CLX-2160 con Ubuntu Linxu 8.04 Hardy Heron - Errore scanner" /></a></p>
<h2>Altre caratteristiche</h2>
<p>La stampante ha alcune <strong>caratteristiche interessanti</strong>, oltre alle normali funzionalità quando è collegata al PC e la fotocopiatrice (sia a colori che in bianco e nero) anche a PC scollegato:</p>
<ul>
<li><strong>Scansione su memoria USB:</strong> collegando una normale penna USB al pannello frontale, sarà possibile (utilizzando il tasto &#8220;<em>Scan to</em>&#8221; salvare la scansione direttamente sul dispositivo collegato, senza passare per un PC</li>
<li><strong>Stampa da memoria USB:</strong> ancora collegando una penna USB, sarà possibile navigare nel suo contenuto e stampare direttamente i file selezionati. I <strong>formati supportati</strong> sono: BMP, TIFF e JPEG. Purtroppo tra essi non è presente il PDF, che sarebbe stato veramente comodo.</li>
</ul>
<h2>Link utili</h2>
<ul>
<li>Matteo Moro: <a href="http://www.matteomoro.net/2008/05/07/samsung-clx-2160-su-ubuntu-linux-804-hardy-heron-configurare-stampante-e-scanner/">Samsung CLX-2160 su Ubuntu Linux 8.04</a></li>
<li>Samsung.com: <a href="http://www.samsung.com/it/consumer/detail/detail.do?group=printersmultifunction&amp;type=printersmultifunction&amp;subtype=colorlasermultifunctionprinters&amp;model_cd=CLX-2160/SEE">Multifunzione CLX-2160</a></li>
<li>Samsung.com: <a href="http://www.samsung.com/it/support/download/supportDown.do?group=printersmultifunction&amp;type=printersmultifunction&amp;subtype=colorlasermultifunctionprinters&amp;model_nm=CLX-2160%2FSEE&amp;disp_nm=CLX-2160&amp;language=&amp;cate_type=all&amp;dType=D&amp;mType=DR&amp;vType=R&amp;prd_ia_cd=06010100">Driver per CLX-2160</a></li>
<li>UbuntuForums.org: <a href="http://ubuntuforums.org/showpost.php?p=4762593&amp;postcount=111">Installazione dello scanner #1</a></li>
<li>UbuntuForums.com <a href="http://ubuntuforums.org/showpost.php?p=4776310&amp;postcount=114">Installazione dello scanner #2</a></li>
<li>Jacobo Tarrio Barreiro: <a href="http://jacobo.tarrio.org/Samsung_SCX-4200_on_Debian">Samsung SCX-4200 on Debian</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/05/12/samsung-clx-2160-su-ubuntu-linux-804-hardy-heron-configurare-stampante-e-scanner/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Login automatico sui sistemi Ubuntu</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/05/08/login-automatico-sui-sistemi-ubuntu/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/05/08/login-automatico-sui-sistemi-ubuntu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 06:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kiko</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[login]]></category>
		<category><![CDATA[trick]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/05/08/login-automatico-sui-sistemi-ubuntu/</guid>
		<description><![CDATA[Ammettiamolo: eseguire ogni santa volta il login sulla propria macchina Linux può diventare tedioso. Forse anche inutile se quella macchina è nostra, la usiamo soltanto noi e nessun altro possiede un account su quel sistema.
Se questa è la situazione in cui ci troviamo e se automatizzare il login non comporta alcun problema di sicurezza, allora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ammettiamolo: eseguire ogni santa volta il <strong>login</strong> sulla propria macchina Linux può diventare tedioso. Forse anche inutile se quella macchina è nostra, la usiamo soltanto noi e nessun altro possiede un account su quel sistema.</p>
<p>Se questa è la situazione in cui ci troviamo e se automatizzare il login non comporta alcun problema di sicurezza, allora ecco la procedura su un sistema Ubuntu.</p>
<p>Dal menu <strong>Administration</strong> (in <strong>System</strong>) andiamo su <strong>Login Window</strong>. Dopo aver immesso la password di <em>root</em> clicchiamo sul tab <strong>Security</strong> dove faremo un check su <strong>Enable Automatic Login</strong>. Nella casella di scelta selezioniamo il nostro <em>username</em> e clicchiamo sul pulsante <em>Close</em>.</p>
<p>Al prossimo avvio del sistema non dovremo più inserire username e password e ci ritroveremo già Ubuntu ben avviato, pronti per lavorare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/05/08/login-automatico-sui-sistemi-ubuntu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>HylaFAX con fax in PDF via email</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/05/06/hylafax-con-fax-in-pdf-via-email/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/05/06/hylafax-con-fax-in-pdf-via-email/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 06:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Londero</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[fax]]></category>
		<category><![CDATA[hylafax]]></category>
		<category><![CDATA[pdf]]></category>
		<category><![CDATA[server]]></category>
		<category><![CDATA[sysadmin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/05/06/hylafax-con-fax-in-pdf-via-email/</guid>
		<description><![CDATA[Spesso si ha la necessità di installare un server che riceva i fax e li inoltri via email alla persona adeguata, ma altrettanto spesso si sente dire che HylaFAX, il più famoso fax server opensource, è abbastanza ostico da configurare. Certo le opzioni più avanzate non sono immediate da padroneggiare, ma per mettere in opera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso si ha la necessità di installare un <strong>server che riceva i fax e li inoltri via email</strong> alla persona adeguata, ma altrettanto spesso si sente dire che <strong>HylaFAX</strong>, il più famoso fax server opensource, è abbastanza ostico da configurare. Certo le opzioni più avanzate non sono immediate da padroneggiare, ma per mettere in opera un server che riceva i fax e li <strong>inoltri via email come allegati PDF</strong> non si perde poi tanto tempo.<span id="more-20"></span></p>
<p>Ciò di cui necessitiamo è una macchina su cui è stata fatta un&#8217;installazione base di una distribuzione GNU/Linux (nei nostri esempi prenderemo sempre in esame una Debian), un faxmodem seriale ed un repository di pacchetti (CDROM, rete, locale&#8230;).</p>
<p>Per prima cosa installiamo HylaFAX ed il pacchetto &#8220;metamail&#8221; che contiene &#8220;<strong>mimencode</strong>&#8221; (necessario per convertire i fax in arrivo in formato PDF per essere allegati alle email di notifica):</p>
<blockquote><p>apt-get install hylafax-server metamail</p></blockquote>
<p>Successivamente configuriamo HylaFAX ed il modem tramite:</p>
<blockquote><p>faxsetup</p></blockquote>
<p>Fine. Non era difficile, no? Ora il nostro fax server è funzionante. Ci manca l&#8217;invio dei fax via email in formato PDF. Per fare ciò, ci vengono in aiuto alcuni script disponibili sul <a href="http://www.hylafax.org" title="HylaFAX">sito ufficiale di HylaFAX</a> e più precisamente quelli disponibili al seguente indirizzo:</p>
<blockquote><p>http://www.hylafax.org/site2//howto/faxrcvd/</p></blockquote>
<p>Nel nostro caso, scaricheremo gli script che si occupano di convertire ed inviare via email i fax in formato PDF:</p>
<blockquote><p>cd /var/spool/hylafax/bin/<br />
wget http://www.hylafax.org/site2//howto/faxrcvd/faxrcvd-pdf<br />
wget http://www.hylafax.org/site2//howto/faxrcvd/faxrcvd-mail-pdf</p></blockquote>
<p>Ora non ci resta che eseguire i seguenti comandi che sistemano un po&#8217; le cose per farle piacere ad HylaFAX senza impazzire:</p>
<blockquote><p>cd /var/spool/hylafax/bin/<br />
cp faxrcvd faxrcvd.original<br />
cp faxrcvd-mail faxrcvd-mail.original<br />
mv faxrcvd-pdf faxrcvd<br />
mv faxrcvd-mail-pdf faxrcvd-mail<br />
/etc/init.d/hylafax restart</p></blockquote>
<p>A questo punto tutto è pronto. Possiamo modificare il file &#8220;faxrcvd&#8221; impostando il parametro &#8220;TOADDR&#8221; per definire l&#8217;account a cui inviare le email. Ovviamente editando il file &#8220;faxrcvd-mail&#8221; possiamo cambiare lo stile dell&#8217;email che verrà inviata, ma questo sta a discrezione di ognuno.</p>
<p>In molti ambienti produttivi ora sarà sufficiente installare un demone POP3 per far scaricare le email con il fax in allegato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/05/06/hylafax-con-fax-in-pdf-via-email/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oracle XE su Debian GNU/Linux</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/04/21/oracle-xe-su-debian-gnulinux/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/04/21/oracle-xe-su-debian-gnulinux/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 06:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Londero</dc:creator>
				<category><![CDATA[dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[debian]]></category>
		<category><![CDATA[oracle]]></category>
		<category><![CDATA[sysadmin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/04/21/oracle-xe-su-debian-gnulinux/</guid>
		<description><![CDATA[Il link riportato propone un interessante articolo (in inglese) riguardante l&#8217;installazione di Oracle XE su un sistema Debian GNU/Linux. Ricordo che Oracle XE è rilasciato da Oracle già pacchettizzato per Debian.
Buona installazione: Oracle XE on Debian.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il link riportato propone un interessante articolo (in inglese) riguardante l&#8217;installazione di <a href="http://www.oracle.com/technology/products/database/xe/index.html" title="Oracle Express Edition">Oracle XE</a> su un sistema <a href="http://www.debian.org" title="Debian GNU/Linux">Debian GNU/Linux</a>. Ricordo che Oracle XE è rilasciato da Oracle già pacchettizzato per Debian.<span id="more-17"></span></p>
<p>Buona installazione: <a href="http://www.debian-administration.org/articles/430" title="Oracle XE on Debian">Oracle XE on Debian</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/04/21/oracle-xe-su-debian-gnulinux/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Webmin: un semplice pannello di controllo free su Debian</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/03/27/webmin-un-semplice-pannello-di-controllo-free-su-debian/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/03/27/webmin-un-semplice-pannello-di-controllo-free-su-debian/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 06:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diablo666</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[networking]]></category>
		<category><![CDATA[server]]></category>
		<category><![CDATA[webmin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/03/27/webmin-un-semplice-pannello-di-controllo-free-su-debian/</guid>
		<description><![CDATA[Solitamente sui server sono abbastanza contrario all&#8217;installazione di pannelli di controllo (plesk, cubepanel, cpanel o simili), in quanto non fanno altro che appesantire il sistema, portare bug e problemi di vario tipo.
Purtroppo in alcune situazioni essi sono indispensabili (pensate ad un provider che deve permettere ai proprio utenti di gestirsi tutto il loro spazio, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solitamente sui server sono abbastanza contrario all&#8217;installazione di pannelli di controllo (plesk, cubepanel, cpanel o simili), in quanto non fanno altro che appesantire il sistema, portare bug e problemi di vario tipo.</p>
<p>Purtroppo in alcune situazioni essi sono indispensabili (pensate ad un provider che deve permettere ai proprio utenti di gestirsi tutto il loro spazio, e questi non sanno nemmeno cos&#8217;è un webserver).</p>
<p><span id="more-15"></span>Quello di cui vogliamo parlare oggi è <a href="http://www.webmin.com" title="Webmin">webmin</a>, si tratta di un pannello di controllo molto &#8220;low-level&#8221;, non è molto user-friendly come potrebbe essere un Plesk, è leggerissimo e permette di gestire pressochè qualunque servizio all&#8217;interno di un server (cosa che nessun altro pannello di controllo fa, solitamente si limitano alla parte web-hosting).</p>
<p>Prima di iniziare installiamo i pacchetti necessari sulla nostra Debian:</p>
<p><code>apt-get install libnet-ssleay-perl openssl libauthen-pam-perl libio-pty-perl libmd5-perl</code></p>
<p>senza questi pacchetti non potremmo installare il nostro pannello, per cui fatelo.</p>
<p>Ora scarichiamo gratuitamente dal sito <a href="http://www.webmin.com" title="Webmin">www.webmin.com</a>  il nostro file .deb nelo specifico al momento in cui sto scrivendo l&#8217;articolo siamo alla versione 1.400, ora con un semplice</p>
<p><code>wget http://garr.dl.sourceforge.net/sourceforge/webadmin/webmin_1.400_all.deb</code></p>
<p>installiamo semplicemente il pacchetto tramite dpkg</p>
<p><code>dpkg -i  webmin_1.400_all.deb</code></p>
<p>ora non ci resterà altro da fare che accedere tramite un browser all&#8217;url  https://ip.del.nostro.server:10000</p>
<p>Il tutto è corredata da una svariata quantità di plugin aggiuntivi e di terze parti per poter configurare anche servizi non previsti di default, fra i quali vi segnalo <a href="http://www.webmin.com/virtualmin.html" title="Virtualmin">Virtualmin</a> per poter avere una migliore gestione edgli utenti e poter dare loro accesso a particolari sezioni o gestirsi autonomamente i propri dati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/03/27/webmin-un-semplice-pannello-di-controllo-free-su-debian/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Configurare un firewall con iptables</title>
		<link>http://tuxblog.it/2008/03/03/configurare-un-firewall-con-iptables/</link>
		<comments>http://tuxblog.it/2008/03/03/configurare-un-firewall-con-iptables/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 06:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>diablo666</dc:creator>
				<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[firewall iptables]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tuxblog.it/2008/03/03/configurare-un-firewall-con-iptables/</guid>
		<description><![CDATA[Questa guida non vuole essere il solito howto dove si spiega, che in iptables, ci sono le catene, le policy di default, quali sono e come funzionano, ma vuole essere una versione più pratica di un howto, e spiegare come configurare un firewall per linux con le seguenti caratteristiche:
- policy di default: drop di tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa guida non vuole essere il solito howto dove si spiega, che in iptables, ci sono le catene, le policy di default, quali sono e come funzionano, ma vuole essere una versione più pratica di un howto, e spiegare come configurare un firewall per linux con le seguenti caratteristiche:</p>
<p>- policy di default: drop di tutti i pacchetti</p>
<p>- permettere solo ai servizi che ci interessano di essere accessibili all&#8217;esterno</p>
<p>- permettere certi servizi accessibili solo dalla LAN</p>
<p>caso tipico di confiurazione di un firewall in ambito aziendale.<span id="more-14"></span></p>
<p>Per prima cosa impostiamo le policy di default in DROP, in modo che qualunque cosa venga scartata se non permessa dalle nostre regole successive</p>
<p><code># Imposto le policy di default<br />
iptables -F<br />
iptables -P INPUT DROP<br />
iptables -P OUTPUT DROP<br />
iptables -P FORWARD DROP</code></p>
<p>ora tutti i pacchetti in arrivo verranno droppati (ovviamente se lavorate in remoto non lanciate questi comandi o non sarete più in grado di accedere alla shell Ndr.).</p>
<p>Ora abilitamo un paio di servizi utili per un normalissimo server</p>
<p><code># Abilito i ping alla macchina<br />
iptables -A INPUT -p icmp --icmp-type echo-request -j ACCEPT</code></p>
<p>In questo modo abilitamo la macchina a rispondere ai ping da qualunque macchina sulla rete (ovviamente se non volete basta non inserire la regola, ma secondo me è buona norma farlo).</p>
<p><code># Imposto regole generiche sulle connessioni in ingresso<br />
iptables -A INPUT -m state --state ESTABLISHED,RELATED -j ACCEPT</code></p>
<p>Questa è una regola generica sullo stato delle connessioni.</p>
<p>Ipotizziamo ora che sulla nostra macchina girino i seguenti 3 servizi:</p>
<p>- http (porta 80)</p>
<p>- https (porta 443)</p>
<p>- ssh (è una macchina remota e vogliamo potervi accedere ovviamente)</p>
<p>non ci resta altro che usare le seguenti regole</p>
<p><code># Accetto le connessioni del webserver<br />
iptables -A INPUT -p tcp --dport 80 -j ACCEPT</code></p>
<p><code># Accetto connessioni webserver in https<br />
iptables -A INPUT -p tcp --dport 443 -j ACCEPT</code><br />
<code><br />
# Accetto le connessioni ssh in ingresso<br />
iptables -A INPUT -p tcp --dport 22 -j ACCEPT</code></p>
<p>Ipotizziamo ora di avere un server mysql, che ovviamente in locale grazie alle prime regole è accessibile, ma vogliamo che sia accessibile anche dalla lan, la soluzione è</p>
<p><code># Accetto le connessioni in ingresso di mysql<br />
iptables -A INPUT -s 192.168.0.0/24 -p tcp --dport 3306 -j ACCEPT</code></p>
<p>consentiamo così l&#8217;accesso diretto a mysql dai client della nostra LAN.</p>
<p>Tutto quanto visto sino ad ora è velido per le  connessioni in ingresso, per le connessioni in uscita la faccenda è molto simile, solamente che al posto di -A INPUT dovremo mettere -A OUTPUT, un esempio tipico è il seguente</p>
<p><code># Abilito i ping in uscita<br />
iptables -A OUTPUT -p icmp --icmp-type echo-request -j ACCEPT</code></p>
<p><code># Imposto regole generiche sulle connessioni in uscita<br />
iptables -A OUTPUT -m state --state ESTABLISHED,RELATED -j ACCEPT</code></p>
<p><code># permetto di inviare email via smtp solo dal localhost<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp --dport 25 -j ACCEPT</code></p>
<p><code># Webserver esterni<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp --dport 80 -j ACCEPT</code></p>
<p><code># webserver esterni https su 443 e 8443<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp --dport 443 -j ACCEPT<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp --dport 8443 -j ACCEPT</code></p>
<p><code># ftp in uscita (serve per gli aggiornamenti del sistema)<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp --dport 21 -j ACCEPT</code></p>
<p><code># abilito l'utilizzo del whois<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp --dport 43 -j ACCEPT<br />
iptables -A OUTPUT -p udp --dport 43 -j ACCEPT</code></p>
<p><code># nameserver in uscita per gli slave<br />
iptables -A OUTPUT -p udp --dport 53 -j ACCEPT<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp --dport 53 -j ACCEPT</code></p>
<p><code># ntp in uscita per aggiornare l'ora<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp --dport 123 -j ACCEPT<br />
iptables -A OUTPUT -p udp --dport 123 -j ACCEPT</code></p>
<p><code># abilito mysql in uscito per il db di eastitaly.com<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp -d 192.168.0.2 --dport 3306 -j ACCEPT</code></p>
<p>Infine chiudiamo il tutto con</p>
<p><code>#####<br />
# Tutti gli altri pacchetti (reject+reset)<br />
###<br />
iptables -A OUTPUT -p tcp -j REJECT --reject-with tcp-reset</code></p>
<p>In modo che qualunque cosa sfugga se abbiamo fatto qualche errore venga sicuramente buttata.</p>
<p>Mettiamo il tutto in un bel file (firewall.sh con opportuni permessi) e abbiamo il nostro firewall! <img src='http://tuxblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://tuxblog.it/2008/03/03/configurare-un-firewall-con-iptables/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
